L’Archeologia Subacquea

Definizione

Archeologia subacquea, pulizia di una scaletta micenea (IX a.C.) Vivara (Procida) 2010 – Valentina Sgariglia

L’ archeologia subacquea ha permesso di ampliare il campo dell’indagine archeologica ai siti sommersi.

La tipologia di siti che si possono indagare è varia poiché può interessare diversi ambiti morfologici e può condurre al ritrovamento di molteplici contesti.

Lo scavo in una ambito lacustre, per esempio, può portare alla scoperta di un insediamento palafitticolo o di imbarcazioni; nelle zone fluviali si possono trovare testimonianze dei traffici commerciali; in prossimità delle aree marine, invece, è possibile rinvenire antichi porti (es. l’antico porto di Hadria), città o tratti di costa sommersi (es. Baia sommersa) e relitti (es. le navi di Nemi).

Le tecniche di scavo subacqueo non differiscono dai metodi utilizzati sulla terra ferma. Si procede, infatti, a scavare per settori o trincee facendo attenzione a distinguere gli strati archeologici (c.d. scavo stratigrafico).

Lo scavo è per sua stessa natura distruttivo, per questo è fondamentale recuperare gli oggetti rivenuti e documentare minuziosamente il sito archeologico, attraverso il rilevamento dei reperti, la testimonianza fotografica e grafica.

Per poter realizzare queste operazioni sott’acqua è necessario utilizzare la sorbona o il boccalino lancia acqua. Questi strumenti, infatti, servono a eliminare gli strati di sedimentazione formatasi, permettendo di mettere in luce ogni strato del fondale. Ogni piano stratigrafico verrà poi documentato e fotografato per poter ricostruire visivamente il sito. I

reperti, dopo essere stati fotografati, sono inviati in superficie mediante l’utilizzo di apposite ceste fornite di un pallone di sollevamento o attraverso la gru della lancia di appoggio, in base alla loro dimensione, e adagiate nei contenitori.

Dopo aver recuperato i reperti e/o le strutture, inizia la fase finale dello scavo che, proprio come lo scavo di terra, prevede l’analisi delle informazioni rinvenute mediante lo studio delle testimonianze materiali, nella successiva documentazione, divulgazione e musealizzazione.

Bibliografia

CAVALLIER G., MOCCHEGGIANI CARPANO C. (a cura di), La tutela del patrimonio archeologico sommerso. Prontuario per l’operatore di tutela, 2°, Editrice Tirrenea Stampatori s.a.s., 2005.

Sitografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/archeologia/

Pubblicato da archaeologicalflow

Sono Valentina, un'archeologa appassionata di museologia.